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Pegno costituito a garanzia del mutuo: i chiarimenti della Cassazione
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Pegno costituito a garanzia del mutuo: i chiarimenti della Cassazione
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Pegno costituito a garanzia del mutuo: i chiarimenti della Cassazione

Il pegno costituito a favore della banca depositaria si configura come pegno irregolare solo quando sia espressamente conferita alla banca la facoltà di disporre della relativa somma, atteso che l'attribuzione di tale facoltà non fa venir meno la finalità di garanzia del pegno, almeno nella fase della costituzione, verificandosi la funzione solutoria soltanto nella successiva fase di escussione della garanzia, sia pure attraverso un meccanismo semplificato di "autosoddisfazione", che sottrae il creditore alla necessità di procedere in via esecutiva salvo l'obbligo di restituire l'eccedenza; mentre, nel caso in cui difetti il conferimento di tale facoltà, si rientra nella disciplina del pegno regolare, ragion per cui la banca garantita non acquisisce la somma portata dal saldo, né ha l'obbligo di restituire al debitore il tantundem, sicché, difettando i presupposti per la compensazione dell'esposizione passiva del cliente con una corrispondente obbligazione pecuniaria della banca, l'incameramento della somma conseguente all'escussione del pegno rientra nell'ambito di applicazione dell'art. 67 L.fall. ed è assoggettabile a revocatoria fallimentare.

Questo il principio espresso dalla Cassazione civile, nell'ordinanza del 11 giugno 2019, n. 15621.