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Le conseguenze dell'omessa o erronea indicazione del TAEG/ISC nei mutui
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Le conseguenze dell'omessa o erronea indicazione del TAEG/ISC nei mutui
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Le conseguenze dell'omessa o erronea indicazione del TAEG/ISC nei mutui

Il Tribunale di Sulmona, esprimendosi in tema di omessa o difforme indicazione del Taeg, afferma che siffatte circostanze non possono comportare conseguenze invalidanti. Infatti, in relazione a tale indice sintetico non possono trovare applicazione le previsioni normative contemplate dall'art. 117 TUB, comma 4 e comma 7, secondo cui: "4. I contratti indicano il tasso d'interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora. 7. In caso di inosservanza del comma 4 e nelle ipotesi di nullità indicate nel comma 6, si applicano: a) il tasso nominale minimo e quello massimo, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive, dei buoni ordinari del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro dell'economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto o, se più favorevoli per il cliente, emessi nei dodici mesi precedenti lo svolgimento dell'operazione; b) gli altri prezzi e condizioni pubblicizzati per le corrispondenti categorie di operazioni e servizi al momento della conclusione del contratto o, se più favorevoli per il cliente, al momento in cui l'operazione è effettuata o il servizio viene reso; in mancanza di pubblicità nulla è dovuto".

Nel caso in esame, infatti, non è in discussione che il mutuo rechi il tasso di interesse e le ulteriori spese poste a carico del mutuatario, ciò che viene contestato è l'individuazione del TAEG. La doglianza, però, esula dal campo applicativo dell'art. 117, comma 4, TUB che in presenza della chiara indicazione del Tan e delle spese gravanti sul mutuatario risulta osservato nel suo precetto.

In sostanza, si ritiene che l'omessa indicazione del Taeg (che, invero, non costituisce un ulteriore tasso o costo dell'operazione, ma rappresenta un dato sintetico che riassume i costi pattuiti) o la sua erronea elaborazione in valore percentuale non può cagionare conseguenze invalidanti con correlata applicazione del saggio Bot, bensì semmai profili risarcitori dovuti alla violazione di un obbligo di trasparenza e di informazione, quello cioè appunto dell'indicazione dell'indice ISC.

Né tanto meno risulta applicabile il comma 6 dell'art. 117 TUB, oltre perché tale disposizione non sembra fare riferimento all'indice sintetico del Taeg, anche perché la norma riguarda ipotesi di divergenza delle clausole contrattuali rispetto a quanto pubblicizzato.

Si osservi, in via generale, che quando la legge ha voluto sanzionare con la nullità l'omessa indicazione del TAEG o la sua falsata indicazione lo ha fatto espressamente: vedasi al riguardo l'art. 125 bis TUB.

Questo, in sintesi, quanto affermato dal Tribunale di Sulmona, sentenza del 26 giugno 2019, n. 160.