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Contratti bancari: il tasso di interesse può determinarsi "per relationem"
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Contratti bancari: il tasso di interesse può determinarsi "per relationem"

Il Tribunale di Roma, Sezione XVII, con sentenza del 19 settembre 2019, n. 17801, chiarisce che "l'obbligo della forma scritta ad substantiam, imposto dall'art. 1284 c.c. per la pattuizione di interessi eccedenti la misura legale, non comporta che il documento negoziale debba necessariamente indicare in cifre il tasso d'interesse, ma, in coerenza con il principio secondo cui l'oggetto del contratto deve essere determinato o determinabile, il detto obbligo è da ritenersi ugualmente rispettato quando nel documento contrattuale le parti indicano criteri certi ed oggettivi che consentono la concreta quantificazione del tasso d'interesse, ancorché ciò avvenga per relationem, mediante il richiamo ad elementi estranei al documento stesso".

Nel caso di specie, la clausola negoziale impugnata permette di determinare per relationem in maniera univoca la misura del tasso di interesse mediante il riferimento a parametri certi ed oggettivi. Pertanto, la convenzione relativa agli interessi deve ritenersi pienamente valida ed efficace, in quanto conforme alle disposizioni di legge di cui agli artt. 1284 e 1346 c.c., avendo le parti richiamato per iscritto criteri prestabiliti ed elementi estrinseci al documento negoziale obbiettivamente individuabili che consentono la concreta determinazione del tasso convenzionale di interesse senza lasciarlo all'arbitrio del creditore.