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La mancata indicazione del Mark to Market non determina la nullità del contratto derivato
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La mancata indicazione del Mark to Market non determina la nullità del contratto derivato

L'ACF, con decisione del 18 giugno 2019, n. 1645, intervenendo in materia di contratti di Interest Rate Swap, torna sulla questione dell'essenzialità o meno del Mark to Market.

Sul punto chiarisce che, per quel che concerne la tesi secondo cui la mancata indicazione del Mark to Market provocherebbe la nullità del contratto per indeterminatezza dell'oggetto, è sufficiente osservare che - come ha precisato anche la più recente giurisprudenza di merito - tale elemento non ha nulla a che vedere con l'oggetto del contratto derivato, che è costituito dallo scambio di flussi di interessi calcolati sulla base del nozionale, ma rappresenta soltanto il valore di chiusura anticipata dell'operazione, ossia il costo che dovrà essere sostenuto, in caso di risoluzione anticipata del rapporto contrattuale, dalla parte sulla quale gravi l'onere di pagare detto importo.

Ne discende, pertanto, che la mancata indicazione del Mark to Market non può mai determinare la nullità del contratto.