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Eccezione di prescrizione del diritto alla ripetizione e onere della prova
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Eccezione di prescrizione del diritto alla ripetizione e onere della prova

Il Tribunale di Roma, con sentenza del 5 agosto 2019, n. 16046, chiarisce che “In materia di contratto di conto corrente bancario, poiché la decorrenza della prescrizione è condizionata al carattere solutorio, e non meramente ripristinatorio, dei versamenti effettuati dal cliente, essa matura sempre dalla data del pagamento, qualora il conto risulti in passivo e non sia stata concessa al cliente un'apertura di credito, oppure i versamenti siano destinati a coprire un passivo eccedente i limiti dell'accreditamento; ne discende che, eccepita dalla banca la prescrizione del diritto alla ripetizione dell'indebito per decorso del termine decennale dal pagamento, è onere del cliente provare l'esistenza di un contratto di apertura di credito, che qualifichi quel versamento come mero ripristino della disponibilità accordata".

Nel caso di specie, la deduzione attorea che il conto corrente fosse affidato è rimasta non provata, non essendovi prova scritta della stipula del contratto di apertura di credito, con la conseguenza che i pagamenti effettuati per ripianare i saldi negativi devono considerarsi solutori.