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Ripetizione indebito e prescrizione: i chiarimenti della Cassazione
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Ripetizione indebito e prescrizione: i chiarimenti della Cassazione
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Ripetizione indebito e prescrizione: i chiarimenti della Cassazione

L'azione di ripetizione di indebito, proposta dal cliente di una banca, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, è soggetta all'ordinaria prescrizione decennale, la quale decorre, nell'ipotesi in cui i versamenti abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta di interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto, in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati.

Infatti, nell'anzidetta ipotesi ciascun versamento non configura un pagamento dal quale far decorrere, ove ritenuto indebito, il termine prescrizionale del diritto alla ripetizione, giacché il pagamento che può dar vita ad una pretesa restitutoria è esclusivamente quello che si sia tradotto nell'esecuzione di una prestazione da parte del "solvens" con conseguente spostamento patrimoniale in favore dell'"accipiens", ciò in quanto il pagamento dell'indebito, oggetto della pretesa restitutoria, è costituito da ciascuna rimessa del correntista - evidentemente non periodica - e non dall'addebito degli interessi illegittimamente computati.

Lo ha ribadito la Cassazione civile, Sezione I, con ordinanza del 26 settembre 2019, n. 24051.