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Servizio di gestione individuale di portafogli: L'ACF sulla responsabilità dell'intermediario
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Servizio di gestione individuale di portafogli: L'ACF sulla responsabilità dell'intermediario
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Servizio di gestione individuale di portafogli: L'ACF sulla responsabilità dell'intermediario

L'ACF, con decisione del 30 luglio 2019, n. 1760, interviene in tema di responsabilità dell'intermediario nella prestazione del servizio di gestione individuale di portafogli.

Sull'argomento precisa che, essendo la gestione individuale un servizio caratterizzato da un elevato grado di discrezionalità dell'intermediario, nell'attuazione delle scelte di investimento per conto del cliente "un deficit di diligenza non potrà mai essere prospettato sol perché gli investimenti non hanno dato al cliente l'esito da questi auspicato, bensì solo quando quelle scelte, produttive di perdite, non sono state oggetto di una particolare ponderazione da parte dell'intermediario, ovvero non sono state inquadrate e inserite in un ordinato processo interno di valutazione, anche di tipo istruttorio".

Di conseguenza, per affermare la responsabilità dell'intermediario nella prestazione del servizio, non è sufficiente allegare il carattere non opportuno o non ragionevole della singola scelta di investimento, ma occorre piuttosto allegare che è stata l'attività di gestione complessivamente intesa a non essere informata a diligenza nel senso sopra chiarito.

Ebbene, ciò non è quanto avviene nel caso di specie, dove il ricorrente non censura, a ben vedere, l'attività complessiva svolta dall'intermediario nella gestione del portafoglio, né si duole di episodi ricorrenti di non diligente valutazione nell'individuazione dei titoli presenti in portafoglio, ma si limita ad isolare soltanto un determinato investimento, in un altrettanto specifico prodotto, e senza peraltro neppure mettere in discussione la sua intrinseca coerenza complessiva con la strategia di investimento e con la linea di gestione, ma solo perché è l'unico strumento che ha sofferto perdite.

Se si ragionasse come vorrebbe il ricorrente - ossia se si potessero isolare, nell'ambito del portafoglio complessivamente considerato, solo gli investimenti che hanno avuto esito negativo, e si potesse affermare che l'intermediario deve risarcire le perdite da essi provocati - l'esito cui si perverrebbe sarebbe quello di consentire al cliente di operare una ridefinizione ex post del perimetro del portafoglio, sterilizzando gli investimenti che hanno dato esito negativo e mantenendo solo quelli positivi. Il che però significherebbe snaturare il servizio della gestione patrimoniale individuale.