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Obblighi informativi della banca intermediaria: i chiarimenti della Cassazione
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Obblighi informativi della banca intermediaria: i chiarimenti della Cassazione

La Suprema Corte, con una recentissima sentenza, conferma il proprio consolidato orientamento in tema di corretto adempimento degli obblighi informativi da parte della banca intermediaria.

In particolare, chiarisce che la valutazione dell'adeguatezza delle operazioni al profilo di rischio del cliente ed alla sua buona conoscenza del mercato finanziario non escludono la gravità dell'inadempimento degli obblighi informativi posti a carico dell'intermediario finanziario, anche nel caso in cui l'investitore, nel contratto-quadro, si sia rifiutato di fornire le informazioni sui propri obiettivi d'investimento e sulla propria propensione al rischio, in quanto l'intermediario deve comunque valutare l'adeguatezza dell'operazione d'investimento in base ai principi generali di correttezza e trasparenza, tenendo conto di tutte le notizie di cui egli sia in possesso (come, ad esempio, l'età, la professione, la presumibile propensione al rischio alla luce delle operazioni pregresse ed abituali, la situazione di mercato).

Questo quanto ribadito dalla Cassazione civile, Sezione I, con sentenza del 18 novembre 2019, n. 29900.

Nella vicenda in esame, sulla base della documentazione richiamata dalla banca in ricorso, non emerge l'effettivo rispetto degli obblighi informativi facente capo all'intermediario finanziario. Infatti, il documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari non è idoneo a rendere edotto l'investitore del rischio dell'operazione, in quanto non è specifico rispetto al titolo oggetto dell'operazione richiesta, così come non sono idonee le stereotipe segnalazioni d'inadeguatezza su moduli standard che prescindano dalle peculiarità del singolo prodotto finanziario. Pertanto, la risoluzione dell'ordine d'investimento, pronunciata dalla Corte territoriale, è conforme ai principi fissati dalla giurisprudenza della Suprema Corte.