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Sul diritto del cliente ad ottenere la documentazione bancaria
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Sul diritto del cliente ad ottenere la documentazione bancaria

Il Tribunale di Pescara affronta la questione inerente il diritto alla consegna della documentazione bancaria, fornendo alcune interessanti precisazioni.

Sull'argomento, chiarisce che la pretesa alla documentazione bancaria si configura quale diritto autonomo che, pur derivando dal contratto, è estraneo alle obbligazioni tipiche che ne costituiscono specifico contenuto; esso nasce dall'obbligo di buona fede, correttezza e solidarietà che è accessorio di ogni prestazione dedotta in negozio e consente alla parte interessata di conseguire ogni utilità programmata, anche oltre quelle riferibili alle prestazioni convenute, comportando esso stesso una prestazione cui ogni parte è tenuta, in quanto imposta direttamente dalla legge (art. 1374 c.c.).

Il diritto di accesso alla documentazione trova fondamento, oltre che negli artt. 1374 e 1375 c.c., soprattutto nell'art. 119 TUB, il quale pone a carico della banca l'onere di periodica comunicazione di un prospetto che rappresenti la situazione del momento nel rapporto con il cliente ed accorda a questi il diritto di ottenere - a sue spese, limitatamente agli ultimi dieci anni, indipendentemente dall'adempimento del dovere di informazione da parte della banca e anche dopo lo scioglimento del rapporto - la documentazione di ciascuna operazione registrata sull'estratto conto.

Ebbene, nella fattispecie in esame, la banca è rimasta inadempiente alla richiesta stragiudiziale della società attrice di rilascio della copia dei contratti; pertanto, non può farsi ricadere sull'istante l'onere di omessa produzione degli stessi, altrimenti si arriverebbe all'illogica conseguenza per cui il comportamento illegittimo della banca, anziché andare a suo svantaggio, le gioverebbe, comportando il rigetto della domanda giudiziale del cliente, che pure si era premurato, prima della instaurazione del giudizio, di richiedere la documentazione necessaria a far valere il proprio diritto.

In questi termini si è espresso il Tribunale di Pescara, con sentenza del 18 novembre 2019, n. 1685.