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Azione di ripetizione: il correntista deve produrre gli estratti conto
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Azione di ripetizione: il correntista deve produrre gli estratti conto
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Azione di ripetizione: il correntista deve produrre gli estratti conto

Secondo la regola generale della ripartizione dell'onere probatorio, di cui all'art. 2697 c.c., per come interpretata dalla ormai consolidata giurisprudenza di legittimità, incombe sul correntista-attore la prova non solo dell'avvenuto pagamento, ma anche dell'inesistenza di una causa giustificativa del pagamento per la parte che si assume non dovuta (mancanza di causa debendi) ovvero del successivo venir meno di questa.

Di recente, tale principio è stato con chiarezza riaffermato dalla Suprema Corte, la quale ha altresì precisato che allorquando il correntista agisca in giudizio per la ripetizione dell'indebito, essendo egli tenuto a fornire la prova sia degli avvenuti pagamenti che della mancanza, rispetto ad essi, di una valida causa debendi, "il medesimo ha l'onere di documentare l'andamento del rapporto con la produzione di tutti quegli estratti conto che evidenziano le singole rimesse suscettibili di ripetizione in quanto riferite a somme non dovute", atteso che "nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi ultralegali a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, così effettuandosi l'integrale ricostruzione del dare e dell'avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate, inutilizzabili, invece, rivelandosi, a tal fine, criteri presuntivi od approssimativi".

Perché possa dirsi assolto l'onere probatorio in capo al correntista, attore in ripetizione, è dunque necessario che lo stesso produca, oltre al contratto - il quale si assume essere viziato per illegittimità di alcune clausole - anche, come si è detto, tutti gli estratti conto trimestrali, i quali, recando in ordine cronologico tutte le annotazioni attive e passive sul conto, risultano indispensabili ai fini della ricostruzione dell'andamento del rapporto in sede di consulenza tecnica d'ufficio.

Questi i principi ribaditi dal Tribunale di Crotone, con sentenza del 4 novembre 2019, n. 1289.

Nel caso di specie, come rilevato dallo stesso CTU nominato, la documentazione presente in atti è risultata incompleta, avendo l'attore prodotto i conti scalari relativi al rapporto ma non i movimenti di conto corrente, ossia gli estratti conto, onde non è stato possibile, in sede di operazioni peritali, ricostruire i movimenti dare-avere e, dunque, operare una rielaborazione degli stessi con applicazione di criteri alternativi che consentano l'eliminazione delle distorsioni economiche generate dagli effetti anatocistici, dalle valute, dalle commissioni e spese non pattuite.