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Mutuo e usura: l'orientamento del Tribunale di Brindisi
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Mutuo e usura: l'orientamento del Tribunale di Brindisi
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Mutuo e usura: l'orientamento del Tribunale di Brindisi

Il Tribunale di Brindisi torna a parlare di usura, precisando che, per ferma giurisprudenza, "Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1815 c.c. e dell'articolo 644 c.p., si considerano usurari gli interessi che superano il limite stabilito nella legge al momento in cui sono promessi o comunque convenuti a qualunque titolo, e quindi anche a titolo d'interessi moratori".

In materia, occorre porre nel massimo rilievo la circostanza di diritto per cui l'illecito di "usura civilistica" si consuma con il solo fatto di avere convenuto tassi usurari, e non richiede affatto, anche, la concreta formulazione della richiesta di pagamento delle somme che sarebbero dovute in conseguenza della concorde fissazione dei tassi usurari medesimi.

Tale struttura normativa non appare frutto di errore legislativo, ma appare invece evidentemente connessa con l'esigenza di responsabilizzare l'operatore professionale e dominante.

Nella fattispecie in esame, posta la natura usuraria dei tassi convenuti, il mutuo deve considerarsi certamente gratuito quanto ai tassi corrispettivi, per l'esplicita previsione di cui all'art. 1815 c.c.

Occorre d'altra parte rilevare che:

- l'art. 1 D.L. 394 del 2000 dispone che "Ai fini dell'applicazione dell'articolo 644 del codice penale e dell'articolo 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento";

- l'art 644 c.p., dispone che "Chiunque si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurali, è punito...".

Ciò detto, appare chiara la portata della riforma della L. 108/1996, la quale deve ritenersi sanzioni la natura usuraria delle condotte costituenti reato di usura con la nullità delle convenzioni di interesse (corrispettivo e moratorio) collegate.

E' quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Brindisi, 15 gennaio 2020, n. 74.