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Sull'onere della prova nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo
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Sull'onere della prova nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo

Il Tribunale di Frosinone, intervenendo in tema di onere della prova nell'ambito del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ribadisce il principio, consolidato in giurisprudenza, secondo cui, mentre l'estratto ex art. 50 TUB è documento sufficiente ai fini dell'emissione del decreto ingiuntivo (introducendo la norma una semplificazione probatoria a favore degli istituti di credito nell'ambito delle procedure monitorie), nell'ordinario giudizio di cognizione che si instaura a seguito dell'opposizione, tornano ad operare con pienezza le regole di ripartizione dell'onere della prova: in particolare la banca che intende far valere un credito derivante da un rapporto di conto corrente deve provare l'andamento dello stesso per l'intera durata del suo svolgimento, dall'inizio del rapporto e senza interruzioni, producendo tutti gli estratti conto, senza poter invocare l'insussistenza dell'obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni dalla data dell'ultima registrazione, perché non si può confondere l'onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito.

Nella fattispecie in esame, benché con le opposizioni le parti attrici abbiano contestato la correttezza del saldo finale oggetto di domanda, sotto il profilo dell'addebito di interessi e costi non contrattualizzati (evincibili dai documenti di sintesi inviati al cliente, prodotti dagli stessi attori, ed obiettivamente non presenti nella copia dell'unico contratto prodotto dalla banca, recante solo nella prima pagina alcune condizioni economiche), l'opposta, sulla quale gravava l'onere di integrare la prova documentale fornita in sede monitoria, ha omesso qualunque genere di deposito, in particolare mancando di versare in atti gli estratti conto inviati alla correntista dall'inizio del rapporto, ciò che impedisce la rideterminazione del saldo finale mediante la ricostruzione dell'intero andamento del rapporto.

L'inerzia è ancor più censurabile considerato che l'opposta veniva invitata dalla stessa correntista a fornire copia degli estratti conto, ma a tale richiesta non forniva alcun riscontro, nonostante l'obbligo di legge di trasmettere la documentazione in parola, ai sensi dell'art. 119 TUB.

Per le ragioni suesposte, il decreto ingiuntivo nei confronti delle parti opponenti deve essere revocato.

E' quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Frosinone - 1 luglio 2020, n. 440.