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Segnalazione alla Centrale Rischi: ultimi orientamenti
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Segnalazione alla Centrale Rischi: ultimi orientamenti
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Segnalazione alla Centrale Rischi: ultimi orientamenti

Ai fini dell'obbligo di segnalazione al servizio per la centralizzazione dei rischi bancari (cosiddetta Centrale dei Rischi) - obbligo che incombe sulle banche - il credito può essere considerato in "sofferenza" allorché sia vantato nei confronti di soggetti in stato di insolvenza, pur non accertato giudizialmente, o che versino in situazioni sostanzialmente equiparabili.

In proposito rileva la nozione di insolvenza che si ricava dalle "Istruzioni" emanate dalla Banca d'Italia, sulla base delle direttive del CICR, e tale nozione, oltre a non identificarsi con quella dell'insolvenza fallimentare, richiede di far riferimento a una valutazione negativa della situazione patrimoniale, apprezzabile come "deficitaria", ovvero come "grave difficoltà economica", senza implicazione del concetto di incapienza ovvero di "definitiva irrecuperabilità".

In altre parole, la segnalazione richiede una valutazione, da parte dell'intermediario, riferibile alla complessiva situazione finanziaria del cliente, che semplicemente non può scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito.

Secondo la più recente e condivisibile giurisprudenza, alla quale il Collegio intende dare continuità, ciò suppone che lo stato di insolvenza diviene rilevante, ai fini della segnalazione del debitore alla Centrale Rischi, in base a una valutazione negativa della situazione patrimoniale del debitore, certo evincibile da una grave difficoltà economica, ma non condizionata dalla necessità di riferimenti al concetto di incapienza o di irrecuperabilità del credito o a manifestazioni di volontà di non adempiere.

Questi i chiarimenti della Cassazione civile - Sezione I - Ordinanza del 30 luglio 2020, n. 16409.