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Usura e onere della prova: la sentenza del Tribunale di Tivoli
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Usura e onere della prova: la sentenza del Tribunale di Tivoli
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Usura e onere della prova: la sentenza del Tribunale di Tivoli

In relazione all'onere della prova, colui che agisce per far valere l'usurarietà di un tasso di interesse contenuto in un contratto bancario ha l'onere di allegare e provare il tasso di interesse applicato, la sua corretta determinazione in ragione della normativa vigente, il tasso soglia usurario di riferimento e l'entità dello scostamento riscontrato e delle somme indebitamente versate in ragione dell'usurarietà dei tassi di interesse. Inoltre, l'attore deve produrre i Decreti Ministeriali contenenti i tassi soglia che assumono rilevanza in relazione al rapporto bancario dedotto in giudizio, sicché la loro mancata produzione in giudizio ridonda in senso sfavorevole a colui che intende affermare l'usurarietà dei tassi di interesse applicati dalla banca (cfr. Cass. Civ. n. 2543/2019).

Ciò chiarito, nel caso di specie, deve rilevarsi che la parte opponente non ha prodotto i decreti ministeriali contenenti i tassi di soglia riferibili al contratto di mutuo per cui è causa e le istruzioni relative alla loro applicazione. Né a tale fine possono ritenersi equipollenti le comunicazioni della Banca d'Italia sulle rilevazioni periodiche dei tassi di interesse allegate alla perizia di parte depositata dagli opponenti, posto che tali rilevazioni costituiscono atto distinto dal decreto ministeriale che, ai sensi dell'art. 644 c.p., assume la funzione di individuare compiutamente il tasso soglia.

Sul punto, è stato infatti osservato che la mancata produzione dei decreti ministeriali non può essere superata da equipollenti, quali i comunicati della Banca d'Italia, i quali non consentono di ritenere assolto l'onere della prova dei tassi soglia rilevanti ai fini del giudizio (cfr. Cass. Civ. n. 2543/2019 citata).

In conclusione, la mancata produzione dei decreti ministeriali che individuano il tasso soglia di riferimento per il contratto impugnato nell'odierno giudizio importa, per i principi enunciati, il rigetto della domanda di nullità del contratto di mutuo proposta dagli opponenti e, di conseguenza, delle ulteriori domande da questi formulate, ivi inclusa quella di risarcimento del danno, presupponendo le stesse l'accoglimento della domanda di accertamento della natura usuraria dei tassi di interesse contestati.

E' quanto si legge nella recente sentenza del Tribunale di Tivoli, 14 agosto 2020, n. 1002.