powered by
Benvenuto!   Accedi o registrati
INFORMAZIONI
Tasso di mora e verifica dell'usura: l'orientamento del Tribunale di Lecce
Correlati
Ricerca
Tasso di mora e verifica dell'usura: l'orientamento del Tribunale di Lecce
Tasso di mora e verifica dell'usura: l'orientamento del Tribunale di Lecce
INFORMAZIONI
Tasso di mora e verifica dell'usura: l'orientamento del Tribunale di Lecce

Il Tribunale di Lecce, pronunciandosi in tema di usurarietà del tasso di mora convenuto nel contratto di mutuo, fornisce interessanti chiarimenti.

Sul punto, secondo il Giudicante, giova innanzitutto rimarcare come la Suprema Corte, con la pronuncia SS.UU. n. 24675/17, abbia negato la rilevanza del fenomeno indicato come cd. usura sopravvenuta, precisando che "Allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell'usura come determinata in base alle disposizioni della L. n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l'inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all'entrata in vigore della predetta legge, o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; né la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fede nell'esecuzione del contratto".

In adesione alla suesposta opzione ermeneutica, nessuna valutazione attinente all'usurarietà del tasso di mora può essere svolta in ordine al contratto di mutuo in contestazione, ove si rilevi che detta condizione economica è stata pattuita prima dell'entrata in vigore della L. 108/96.

In ogni caso, va precisato come il raffronto con i tassi soglia ai fini dell'accertamento dell'eventuale usura non possa essere effettuato previa sommatoria dei tassi di interesse corrispettivi e moratori, stante la strutturale diversità di funzioni di tali voci; ancora, sebbene non possa revocarsi in dubbio la necessità di accertare il verificarsi dell'usura con riferimento al tasso di mora, laddove tale voce risulti effettivamente addebitata, il parametro di raffronto da utilizzare a tal proposito risulta costituito dal tasso soglia maggiorato di 2.1 punti percentuali menzionato dalla Banca d'Italia, nella nota del 3 luglio 2013.

Ed invero, sebbene la Suprema Corte, con ord. n. 27442/18, dopo aver affermato l'applicabilità anche agli interessi moratori della disciplina inerente gli interessi usurari, abbia, peraltro, incidentalmente evidenziato l'inconferenza dell'aumento del TEGM dei 2,1 punti percentuali in vista della determinazione del tasso soglia comprensivo della valutazione dei tassi moratori, devono ritenersi applicabili le notazioni svolte dal consesso medesimo nella sent. SS.UU. n. 16303/18 inerente il calcolo di interessi usurari in presenza della pattuizione di commissioni di massimo scoperto; in tale pronuncia, rilevato che i decreti ministeriali di cui all'art. 2, comma 1, della L. 108/1996, in precedenza non includessero le commissioni di massimo scoperto nel computo del TEGM, e quindi del tasso soglia, era stata evidenziata la necessità di omogeneità dei dati da porre a confronto, escludendo che la soluzione, in caso di mancata corretta rilevazione del TEGM posto a base del tasso soglia, in ragione della mancata inclusione della cms, potesse essere puramente e semplicemente, quella di una comparazione di grandezze di diversa composizione.

Queste le precisazioni del Tribunale di Lecce, Sezione II Civile, Sentenza del 21 aprile 2020, n. 1046.