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Sull'inclusione della CMS nel calcolo del TEG
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Sull'inclusione della CMS nel calcolo del TEG

Merita di essere segnalata la recente sentenza del Tribunale di Crotone, che interviene sulla corretta formula da applicare per la determinazione del tasso soglia usura.

Sul punto, il Giudicante rammenta che con la L. n. 108 del 1996 si è modificato l'art. 644 c.p. in materia di usura prevedendo che il limite usurario del tasso di interesse si determina raffrontando il tasso fissato dai contraenti al c.d. tasso soglia, la cui rilevazione è rimessa con cadenza trimestrale al Ministro del Tesoro, di concerto con la B.D. e l'Ufficio italiano dei cambi (art. 2, L. n. 108 del 1996).

Ed invero, per come avallato dall'orientamento giurisprudenziale consolidato, "Le Istruzioni della Banca d'Italia in materia di rilevazione del Tasso Effettivo Globale, oltre a rispondere alla elementare esigenza logica e metodologica di avere a disposizione dati omogenei al fine di poterli raffrontare, hanno anche natura di norme tecniche autorizzate".

Anche in sede penale si è affermato che "in tema di reato di usura, il giudice è tenuto ad accertare motivatamente la natura usuraria degli interessi mediante specifico riferimento ai valori determinati dal decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze vigente all'epoca della pattuizione onde raggiungere il tasso soglia, ai sensi dell'art. 2 L. n. 108 del 1996" (Cass. pen. n. 8353/2013).

Ne consegue, pertanto, a supporto di quanto dedotto, che "l'individuazione del fatto tipico ricadente nella previsione incriminatrice dell'art. 644 c.p. deve essere operata esclusivamente in base alla determinazione dei tassi trimestralmente pubblicati sulla G.U. con decreto del Ministro del Tesoro".

Tanto premesso, con riferimento ai contratti conclusi prima del 1.1.2010, la CMS non era originariamente calcolata nelle rilevazioni del tasso effettivo globale medio per espressa previsione contenuta nelle Istruzioni impartite dalla B.D. per l'attuazione dell'art. 2 L. n. 108 del 1996.

Ed invero, solo nell'agosto 2009 la B.D., recependo le indicazioni normative provenienti dall'art. 2 bis, comma 2, D.L. 29 novembre 2008, n. 185, conv. nella L. 28 gennaio 2009, n. 2, ha emanato le nuove "Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull'usura", il cui paragrafo "C4. Trattamento degli oneri e delle spese nel calcolo del TEG" stabilisce ora espressamente che il calcolo del tasso include, fra l'altro, la commissione di massimo scoperto laddove applicabile secondo le disposizioni di legge vigenti.

Dunque, ai fini della determinazione del tasso effettivo globale per l'accertamento del carattere usurario del tasso di interesse applicato, deve tenersi conto della commissione di massimo scoperto ai sensi dell'art. 2 bis, comma 2, L. 28 gennaio 2009, n. 2 e delle successive Istruzioni della Banca d'Italia dell'agosto 2009 soltanto a far data dall'entrata in vigore di quest'ultima normativa (ossia a partire dall'anno 2010), restando viceversa la c.m.s. esclusa dal calcolo nel periodo antecedente e in quello transitorio, come risulta dall'art. 2 bis, co. 2 e 3 L. n. 2 del 2009.

Tale orientamento ha trovato definitiva consacrazione anche in quanto statuito dalla Suprema Corte (Cass. civ. 12965/2016).

Ne consegue, pertanto, che non è possibile considerare la c.m.s. nel TEG prima dell'entrata in vigore della L. n. 2 del 2009, non avendone i decreti ministeriali emanati fino al dicembre 2009 tenuto conto nel determinare il tasso-soglia per l'accertamento dell'usura.

È quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Crotone, 4 marzo 2020, n. 265.