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Infondata la tesi della nullità in caso di mancata o erronea indicazione dell'ISC/TAEG
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Infondata la tesi della nullità in caso di mancata o erronea indicazione dell'ISC/TAEG
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Infondata la tesi della nullità in caso di mancata o erronea indicazione dell'ISC/TAEG

Secondo il Tribunale di Roma, l'ISC/TAEG non costituisce un tasso di interesse o una specifica condizione economica da applicare al contratto di finanziamento, ma svolge unicamente una funzione informativa, finalizzata a mettere il cliente nella posizione di conoscere il costo totale effettivo del finanziamento prima di accedervi; pertanto, risulta infondata la tesi della nullità quale conseguenza della mancata o erronea indicazione dell'ISC/TAEG e dell'applicabilità, in detti casi, dell'art. 117 TUB.

Infatti, detta norma sanziona con la nullità le "clausole contrattuali... che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati", mentre nel caso di mancata o non corretta indicazione dell'ISC/TAEG non è messa in discussione la determinatezza delle singole clausole che fissano i tassi di interesse e gli altri oneri a carico del mutuatario, bensì l'ISC/TAEG che, come sopra precisato, non determina alcuna condizione economica direttamente applicabile al contratto, ma esprime in termini percentuali il costo complessivo del finanziamento e svolge una funzione meramente informativa.

Di conseguenza, non si ritiene applicabile il tasso sostitutivo previsto dal medesimo art. 117 TUB.

E' quanto si legge nella recente sentenza del Tribunale di Roma, 5 marzo 2020, n. 4835.