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Usura e CMS: il punto del Tribunale di Firenze
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Usura e CMS: il punto del Tribunale di Firenze

Secondo il Tribunale di Firenze, per quanto concerne l'addebito di interessi usurari, considerata nel calcolo del TEG anche la CMS, si deve preliminarmente osservare come sia da accogliere la metodologia di calcolo che tiene conto delle Istruzioni della Banca d'Italia.

Tale interpretazione è coerente con l'arresto della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, la sentenza n. 16303/2018 del 20.6.2018, che, per quanto attiene alla CMS, ha precisato come: "con riferimento ai rapporti svoltisi all'entrata in vigore delle disposizioni di cui all'articolo 2 bis d.l. n. 185 del 2008, inserito dalla legge di conversione n. 2 del 2009, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia dell'usura presunta come determinato in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, va effettuata la separata comparazione del tasso effettivo globale d'interesse praticato in concreto e della commissione di massimo scoperto (CMS) eventualmente applicata - intesa quale commissione calcolata in misura percentuale sullo scoperto massimo verificatosi nel periodo di riferimento - rispettivamente con il tasso soglia e con la "CMS soglia", calcolata aumentando della metà la percentuale della CMS media indicata nei decreti ministeriali emanati ai sensi dell'art. 2, comma 1, della predetta legge n. 108, compensandosi, poi, l'importo della eventuale eccedenza della CMS in concreto praticata, rispetto a quello della CMS rientrante nella soglia, con il "margine" degli interessi eventualmente residuo, pari alla differenza tra l'importo degli stessi rientrante nella soglia di legge e quello degli interessi in concreto praticati".

Le Sezioni Unite hanno richiamato al riguardo il Bollettino di Vigilanza n. 12 del dicembre 2005 il quale, nell'indicare le modalità di comparazione, ha inteso dar conto dell'esigenza di non trascurare, nel confronto, l'incidenza delle Commissioni di Massimo Scoperto. Secondo tale Bollettino, accanto alla verifica del tasso in concreto applicato con la relativa soglia di legge, occorre confrontare "l'ammontare della percentuale dalla CMS praticata e l'entità massima della CMS applicabile (cd. CMS soglia), desunta aumentando del 50% l'entità della CMS media pubblicata nelle tabelle".

Tale interpretazione conferma, in generale, la rilevanza delle Istruzioni della Banca d'Italia, contenenti la definizione della formula matematica per il calcolo del TEGM, in quanto rappresentative di norme tecniche autorizzate, previste al fine di dare uniforme applicazione alla norma primaria. In tale contesto, in un'ottica di coerenza logica e metodologica, le "Commissioni di Massimo Scoperto devono conseguentemente essere oggetto di comparazione separata - ancorché coordinata - rispetto a quella riguardante i restanti elementi rilevanti ai fini del tasso effettivo globale di interesse, espressi nella misura del TEGM".

A fronte di quanto sopra, l'inclusione della CMS sic et simpliciter nel calcolo del TEGM, come richiesto nel caso di specie da parte attrice, non è ammissibile.

E' quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Firenze, 9 giugno 2020, n. 1335.