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Commissione di estinzione anticipata e soglia usura: la sentenza del Tribunale di Chieti
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Commissione di estinzione anticipata e soglia usura: la sentenza del Tribunale di Chieti

Il Tribunale di Chieti, in ordine alla commissione di estinzione anticipata, osserva che la tesi che nega la sua rilevanza - ai fini di eventuale superamento della soglia usuraria - si basa sull'assunto per il quale la sua funzione non è quella di remunerare l'erogazione del credito, bensì quella di compensare (taluno dice indennizzare) la Banca mutuante delle conseguenze economiche dell'estinzione anticipata del debito da restituzione, nell'ipotesi in cui il mutuatario intenda esercitare tale sua facoltà. Con la conseguenza che verrebbero a sovrapporsi dati (interessi corrispettivi e penale) eterogenei perché aventi funzione diversa.

La tesi non convince nella premessa.

Nel contratto di mutuo il fattore tempo opera in favore di entrambe le parti: oltre che ovviamente per il mutuatario, anche per il mutuante, che proprio nella maturazione nel tempo degli interessi corrispettivi coglie il profitto della propria intermediazione finanziaria.

Stando così le cose, nel momento in cui si pattuisce facoltà di recesso anticipato al mutuatario e si conviene costo per detta facoltà (e si badi che si tratta di strumenti negoziali totalmente volontari), inevitabilmente la funzione di questa somma non è limitata a "compensare" o a "indennizzare" il mutuante: essa è invece lo strumento con il quale il mutuante comunque trova remunerazione alla propria attività professionale di intermediazione finanziaria, con nuovo bilanciamento degli interessi.

In definitiva allora la commissione di estinzione anticipata è un costo inerente all'erogazione del credito, essendo contenuta nel contratto di credito, e ne stimola il regolare adempimento, costituendo un succedaneo - sempre in chiave remunerativa - delle remunerazioni contrattuali perdute dalla banca per effetto dell'anticipata estinzione. La commissione di estinzione anticipata è quindi da inserire fra le voci che concorrono alla formazione del TEG.

Né è a dirsi che, perché assumano rilevanza ai fini della verifica del TEG, la sola pattuizione contrattuale è insufficiente e che gli oneri eventuali concorrono alla verifica del TEG se e nella misura in cui si rendano effettivamente applicati o applicabili.

Al riguardo, e sulla base della natura remunerativa della clausola, osserva il Giudicante che una pattuizione - che contemporaneamente preveda una facoltà per una parte (nel caso di specie: recesso anticipato, in sé non prevista nel contratto di mutuo, in cui ovviamente il fattore tempo è posto nell'interesse di entrambe le parti e dunque anche per banca, costituendo come detto anzi il fattore maggiore di lucro) e un costo per l'esercizio di detta facoltà - concreta inevitabile promessa di interesse ultroneo e non rileva che la sua usurarietà sia limitata a frazione temporale e nemmeno che detta facoltà sia stata o no esercitata, essendo sufficiente per legge la promessa di qualsiasi tipo di interesse per determinare la illiceità della clausola.

In questo senso il Tribunale di Chieti, sentenza del 1 luglio 2020, n. 352.